Un miglioramento che inizia dall’apprezzare quello che si ha già

Oramai è di consuetudine, per le aziende che intendono migliorare le proprie performance, indirizzare sempre più energie, soprattutto economiche, verso quelle che vengono definite infrastrutture, ovvero, sistemi informatici sempre più produttivi ma soprattutto costosi, hardware dalle prestazioni straordinarie ed ineguagliabili ma che necessitano di personale altamente specializzato per essere gestite al meglio, sistemi informativi che svolgono con successo operazioni simultanee e che producono una mole di dati che nessuno è in grado di leggere e di interpretare.

L’intento del Top Management è chiaramente quello di ottenere dei miglioramenti in termini di efficienza, produttività, la riduzione dei tempi morti, la creazione di automatismi che intervengono direttamente sui processi o di una parte di essi, riduzione degli sprechi, dei costi e ottenere un miglioramento delle prestazioni in senso generale per raggiungere una maggiore competitività sul mercato.

Francamente, in tutta la mia più che ventennale esperienza, non sono mai riuscito ad assistere alla realizzazione di qualcuno dei vantaggi sopra descritti. Tuttavia, ho assistito in maniera sempre più frequente ed assillante a un incremento esponenziale dei malumori da parte del personale, a tempi di transizione dal vecchio al nuovo sempre più biblici, inefficienze operative ai massimi storici, problematiche a tutti i livelli che vengono amplificate a dismisura e rischi, via via sempre più realistici, di dissesto dell’intera struttura organizzativa.

Con questo non voglio assolutamente dire che gli aggiornamenti degli strumenti aziendali siano dannosi, tutt’altro, ma solo porre l’attenzione sul fatto che non può esistere un miglioramento dovuto ad interventi esterni se prima non si è imparato a generare i miglioramenti dall’interno.

Forzare un aggiornamento di un processo, di per se poco funzionale, può determinare solo un’amplificazione di tutte le disfunzioni del processo stesso andando a soffocare anche quelle attività che invece portano valore (come descritto nell’articolo di questo link).

Il fatto che i processi non siano del tutto funzionali ed efficaci vuol dire che finora non è stato fatto nessun tipo di lavoro per innescare un miglioramento delle performance aziendali. Mancando le basi e la conoscenza fondamentale per apportare efficienza e crescita in azienda, qualsiasi tipo di intervento apportato per fronteggiare le problematiche poc’anzi descritte potrà solo produrre risultati altrettanto indesiderati.

Ecco perché bisogna prima di tutto imparare a conoscere in maniera molto approfondita tutte le caratteristiche di tutti gli strumenti a disposizione, cercando di imparare, ed esercitarsi quotidianamente, ad affrontare le problematiche che ostacolano il miglioramento.

Solamente dopo aver acquisito una certa esperienza e praticità sugli strumenti che si hanno a disposizione, e dopo averne sfruttato tutte le potenzialità portando l’azienda a migliorarsi continuamente, allora è possibile fare la scelta di introdurre strumenti nuovi e maggiormente performanti, sicuri dei vantaggi che ne deriveranno.

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